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CAMPIONATO - GIRONE D'ANDATA
CROTONE 0  MILAN 3
Meglio di così il campionato del Milan non poteva iniziare.
Nel giro di 25 minuti del primo tempo arrivano tre reti, un'espulsione di un avversario, e la partita è praticamente decisa.
Man of the match sicuramente Cutrone che entra in tutte le azioni decisive, segnando anche un bellissimo gol, da vero rapace dell'area di rigore.
Dopo un primo tempo eccellente, caratterizzato come detto dalle tre reti, nella seconda frazione di gioco, il Milan si accontenta di controllare la partita. Peccato per Andre Silva che avrebbe meritato anche lui di realizzare una rete ma ha trovato sulla sua strada un portiere in stato di grazia.
Ottime prestazioni anche di Suso , Kessie, Conti , Rodriguez, Andre Silva e Musacchio . Migliore del Crotone Cordaz e arbitraggio di buon livello, VAR compresa.
Pagelle:
Donnarumma 6,5
Conti. 7
Musacchio 7
Bonucci. 6
Rodriguez 7
Locatelli. 6
Kessie. 7
Chalanoglu 6,5
Cutrone. 8
Borini. 6,5
Suso. 7,5
Abate. 6
Jose Mauri 6
a cura di Antonio Vecchiato
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EUROPA LEAGUE
MILAN 6 SHKENDIJA 0 17 agosto 2017
Che lo Shkendija non fosse il Real Madrid lo sapevamo, ma ricordiamoci che proprio su questo prato qualcuno le ha buscate dal Beer Sheva e neppure quelli erano il Real Madrid.
Dopo la prima fase di studio, già al 12° San Siro balza in piedi sul gol di Andrè Silva che, con un guizzo da vero bomber, la piazza in rete. Quello che significa essere al posto giusto al momento giusto.
Dopo il gol, il Milan abbassa un poco il baricentro pe il tiro, saltandor una decina di minuti ed al 21° corre l'unico vero rischio della partita, fortunatamente, il tiro di Abdurahimi è alto.
Al 24° gol di uno stupefacente Montolivo che ribatte in rete la respinta corta del portiere Zahov su punizione di Suso. Subito dopo fa effetto l'insulto al Milan rivolto in italiano dai tifosi macedoni. Ma come? Non eravamo la loro squadra estera preferita? Ce ne dovremo fare una ragione.
27° ancora gol di Silva, cercato con un lancio di Calhanoglu, che difende caparbiamente la palla e non sbaglia il tiro saltando di forza i colpevoli centrali macedoni. Andrè Silva è stato la piacevole scoperta della serata,  un giovane campione che avrà pure parecchio spazio per migliorare.
Da questo momento il Milan va in surplace.
Il secondo tempo è la fotocopia del primo con altri tre gol: al 66° di Borini, al 68° di Antonelli ed all'84° ancora Montolivo, che ha giocato una gran partita facendo strabuzzare gli occhi ai suoi detrattori.
Bella la voglia di vincere e la grinta, bello l'asse di destra con Conti-Kessiè-Suso, bella scoperta Andrè Silva.
Un bel Milan che ha segnato sei gol e poteva, tranquillamente, aggiungerne altri quattro. Tifosi felicissimi che hanno pure rispolverato la ola.
Il ritorno sarà una pura formalità
Donnarumma 6 Pasticcia malamente su un'uscita a vuoto. Per il resto fa il suo
Conti 6,5 Deve stare più attento alla fase difensiva, ma ha grinta da vendere e spinge come un matto sulla sua fascia
Zapata 7 Senza nessuna sbavatura, dalle sue parti non si passa
Bonucci 6,5 Calma olimpica. Da sicurezza al reparto difensivo
Antonelli 7 Si propone sempre. Se solo avesse di più il senso della porta sarebbe da 9
Kessiè 8 Lo cercano tutti e lui pare inesauribile. In continuo movimento
Montolivo 8 E chi ci credeva più? Recupera un milione di palloni e fa doppietta. Ritrovato
Calhanoglu 6 Fa qualche lancio illuminante e la classe c'è. Deve dare continuità al suo gioco
Bonaventura 5,5 Ancora fuori condizione. Pasticcia e non riesce ad incidere. Purtroppo deve abbandonare il campo per infortunio
Suso 7,5 Terminale dell'asse di destra, è un'autentica spina nel fianco della difesa avversaria
Andrè Silva 8 Guizzi da rapace dell'area di rigore. Parte in sordina ma esce alla grande e nel finale propone pure qualche assist
Borini 7 Utilissimo motorino dell'attacco. Ha trovato anche un meritatissimo gol
EUROPA LEAGUE
MILAN 2  CRAIOVA 0 - terzo turno preliminare - Ritorno 3 agosto 2017
Erano più di 65000 gli spettatori accorsi a vedere questo nuovo Milan. E la squadra ripaga tutto questo affetto con un'ottima prestazione che sancisce il passaggio del turno e l'approdo allo spareggio finale per l'ingresso ai gironi di Europa League. Dall'urna del sorteggio abbiamo pescato una squadra macedone: lo Shkëndija.
Crediamo sia molto più difficile ricordarsi come si scrive che batterlo, con tutto il rispetto ovviamente. Anche perchè nei due scontri in programma il 17 ed il 24 agosto avremo il 75% dell'ossatura centrale titolare: Donnarumma, Bonucci, Biglia. Per il restante 25% bisognerà avere un pò di pazienza.

Donnarumma 7 quasi sempre inoperoso ma quando serve ci mette la faccia. Ed è quello che ci si aspetta da lui. E' tornato un beniamino dei tifosi, ma non era difficile pronosticarlo
Rodriguez e Zapata 6 una gara ordinata, senza infamia e senza lode
Conti 7 un motorino inesauribile sulla fascia. Peccato per l'incredibile occasione da gol sprecata, col gol avrebbe meritato un punto in più
Musacchio 6,5 sempre più una certezza. Partita dopo partita si sta confermando al centro della difesa
Locatelli 5,5 ci aspettiamo di più perchè la fotocopia di Montolivo non ci serve. Abbiamo già l'originale
Kessiè 7 Tutti lo cercano e lui non si tira indietro. Ad oggi l'acquisto più indovinato del Milan
Bonaventura 6,5 bentornato Jack! Pronti via e lui segna subito il gol che spiana la gara
Suso 6 sta entrando in condizione dopo aver penato per tutta l'estate. Aspettiamo di vedere le sue giocate illuminanti
Calhanoglu 7 Gioca poco ma fa vedere giocate che riempiono d'ottimismo i 65000 di San Siro
Niang 6 Si impegna e c'è da apprezzarlo. Ma l'appuntamento col gol non deve essere una tantum
Cutrone 7 Grande Patrick che alla sua prima in una gara ufficiale del Milan battezza la sua presenza col gol. Un gol da rapace dell'area di rigore

CALCIOMERCATO 2017 - Nikola Kalinic
NIKOLA KALINIC
Conseguenza dell'effetto domino scatenato dalla partenza di Carlos Bacca in direzione Villareal, ecco in arrivo Nikola Kalinic. L'attaccante croato firmerà un quadriennale a 3 milioni di euro l'anno più alcuni bonus.
Voleva fortemente il Milan ed il Milan sarà la sua prossima avventura.
Emblema di come il calciomercato di quest'anno sia dipeso fortemente anche dall volontà dei calciatori, che pure avevano un contratto in essere con altre società. Per Kalinic è stato un lungo braccio di ferro con la Fiorentina. Ultima puntata: vista l'intenzione manifestata dal club viola di multarlo in caso di mancata presenza agli allenamenti, il croato ha fatto pervenire alla società un certificato medico. "Sono emotivamente inquieto", si leggeva nella nota.
Lo conosciamo come un personaggio abbastanza volitivo in questo campo. Clamoroso il suo no al trasferimento in Cina, dove sarebbe stato ricoperto d'oro. E pure stavolta c'era una squadra, l'Everton, che gli avrebbe offerto di più, sia a lui che alla Fiorentina. Ma non c'è stato nulla da fare: Nikola voleva solo il Milan.
Questo ce lo rende simpatico all'istante e non capiamo i dubbi ed i musi lunghi dei tifosi verso questo giocatore che saprà rendersi utilissimo nello scacchiere di Montella,  il quale ne gradisce molto le caratteristiche tecniche e lo spirito di sacrificio al servizio della squadra.
Nasce a Solin (Croazia) il 5 gennaio 1988, molto alto, m.1,87, è una punta centrale dall'ottimo colpo di testa. Nazionale croato dal 2008, ha militato principalmente nell'Hajduk Spalato, nel Blackburn, nel Dnipro e nella Fiorentina.
Il Milan lo prende con la formula del prestito a 5 milioni più 5 legati alle presenze, con obbligo di riscatto a 15 nel prossimo bilancio
CALCIOMERCATO 2017 - Leonardo Bonucci
LEONARDO BONUCCI
Questo è un autentico colpo di cannone. L'uomo immagine della Juventus, in meno di una settimana, diventa rossonero!
Nato a Viterbo, il primo maggio del 1987, difensore centrale con la propensione ai lanci illuminanti ed anche al gol.
Per lui è pronto un contratto da 7,5 milioni (più 2,5 milioni di bonus) per cinque anni. Alla Juventus andranno 40 milioni netti, senza contropartite tecniche.
Il suo arrivo colma una delle lacune più evidenti nella squadra rossonera che, risolta quella a centrocampo con l’acquisto di Biglia, candidandoci di diritto ad un ruolo da protagonista per la prossima stagione.
L'arrivo di Bonucci al Milan non solo aggiunge un tassello importante al progetto rossonero, ma influisce anche sulle opzioni di gioco della squadra. Col centrale azzurro in rosa, infatti, Montella può variare i moduli e puntare sia sulla difesa a tre, sia sulla linea a quattro. Numeri alla mano, lo schieramento più probabile potrebbe essere il 3-4-1-2, con Leo a comandare il reparto, il collaudato 3-5-2 senza escludere anche il classico 4-4-2.
Un giocatore, diverse opzioni. L'acquisto di Bonucci porta in dote, oltre alle sue qualità tecniche, fisiche e caratteriali, differenti soluzioni di gioco, in quanto può giocare perfettamente sia nella difesa a tre, agendo anche da regista arretrato, sia nella linea a quattro in coppia con un altro centrale mancino. Nel dettaglio, con la difesa a tre (Musacchio, Bonucci, Romagnoli), Montella dovrebbe optare per un centrocampo a quattro (Conti, Kessie, Biglia, Rodriguez) con un trequartista (Calhanoglu o Bonaventura) a supporto di due punte (Andrè Silva o Suso e uno tra gli obiettivi Aubameyang e Kalinic).
Schierando la linea difensiva a quattro, invece, Bonucci andrebbe a occupare la parte centrale del reparto insieme a Romagnoli, con Musacchio a destra e Rodriguez a sinistra. In mezzo al campo spazio invece a Conti, Kessie o Suso, Biglia e uno tra Calhanoglu e Bonaventura. In attacco André Silva e ancora uno tra gli obiettivi Aubameyang e Kalinic. A Milanello prende forma il Milan del futuro.
CALCIOMERCATO 2017 - Lucas Biglia
LUCAS BIGLIA
Regista della Lazio e della nazionale argentina, dopo settimane di tira e molla con l'osso duro Lotito, approda finalmente al Milan alla corte di Montella.
Nato a Mercedes (Argentina), 31 anni, piede destro, il suo ruolo elettivo è la mediana centrale ed al Milan gli verrà chiesto di dare ordine e fosforo al centrocampo.
Il costo: 17 milioni più 3 di bonus ed un contratto fino al 2020 a 3,5 milioni circa a stagione.
C'è un pò di mistero sui motivi che l'hanno indotto a lasciare il ruolo di capitano nella Lazio. Lui parla di Milan come di una scelta sportiva. Molto probabilmente, dopo 4 anni si è rotto qualcosa con la dirigenza e con Lotito, preferendo andare a provare a vincere qualcosa in questo nostro Milan sempre più sontuoso.
Biglia ovvero grande grinta, attenzione difensiva e autentico direttore dei tempi di gioco.
Pare proprio che il Milan abbia fatto il colpaccio, con 20 milioni di euro il centrocampo ha trovato la sua quadratura.

CALCIOMERCATO 2017 - Andrea Conti
ANDREA CONTI
Ecco Andrea Conti, per il quale la trattativa  è andata avanti per settimane, sia perché c’è voluto tempo per raggiungere un’intesa e sia perché l’Atalanta prima di vendere aveva bisogno di acquistare un sostituto. Quando i bergamaschi hanno chiuso per Timothy Castagne del Genk, questo ha consentito di chiudere finalmente l’operazione Conti.
Nato a Lecco il 24 marzo del 1994, terzino destro e piede preferito sempre destro. Alto 1,84 m non disdegna di tirare in porta.
Approda al Milan con un contratto quinquennale di due milioni netti a stagione ed è stato pagato 24 milioni più il cartellino del giovane Pessina, quindi si arriva ad un totale di 27/28 milioni di euro. L'Atalanta, quindi, ha ottenuto in gran parte quello che chiedeva, essendo partita da una valutazione di 30 milioni.
La cosa bella da raccontare è che Andrea ha voluto fortemente questo trasferimento e ha rifiutato tutte le altre offerte. Lo aspettiamo e vogliamo molto motivato per questa avventura in rossonero, dove avrà modo di farci vedere tutte le sue galoppate sulla fascia e pure dei cross degni di questo nome.

CALCIOMERCATO 2017 - Hakan Calhanoglu
HAKAN CALHANOGLU
Arriva il sesto e non è finita qui.
Hakan Calhanoglu, centrocampista offensivo proveniente dal Bayer Leverkusen che ha scelto di far valere la sua origine turca ed ha optato per la nazionale con la mezzaluna invece della più quotata Germania.
Nasce a Mannheim in Germania l'8 febbraio 1994 ed il suo piede preferito è il destro. Un piede fatato con cui ha deliziato il suo pubblico con punizioni al fulmicotone.
Basti pensare che dal 2013/2014 è stato il calciatore con più goal realizzati da calcio da fermo nei cinque campionati top d'Europa: undici punizioni, più di Messi, Cristiano Ronaldo e Pjanic. E' inoltre un grande assist-man: 51 passaggi decisivi tra Bayer Leverkusen, Karlsruhe e Amburgo.
Calhanoglu è un mediano centrale che molto probabilmente Montella ha scelto per la sua grande duttilità. Il suo ruolo naturale è da trequartista dietro le punte ma, in caso di necessità, può giocare come centrale di centrocampo e come mediano davanti alla difesa. E non è finita qui: Calhanoglu può infatti essere utilizzato anche come esterno offensivo: in un 4-2-3-1, insomma, l'allenatore ha solo l'imbarazzo della scelta. Oltre al gran tiro dalla distanza, è un ottimo dribblatore nello stretto e sa saltare l'avversario.
Calhanoglu ha appena scontato una squalifica di quattro mesi, insieme alla quale ha pagato anche 100.000 euro. Il motivo? Nel 2011, ancora minorenne, firmò un contratto con il Trabzonspor, salvo poi cambiare idea e rimanere in Germania con la maglia del Karlsruhe.
Il TAS, lo scorso febbraio, ha confermato la sentenza della FIFA: nel 2013 il Trabzonspor ha presentato un reclamo alla federazione internazionale, evidenziando come Calhanoglu avesse violato i termini del contratto senza motivazioni importanti. Scontata la squalifica contiamo che Hakan scalpiti per riprendere alla grande in rossonero
CALCIOMERCATO 2017 - Antonio Donnarumma
ANTONIO DONNARUMMA
Ci ha fatto penare, e non poco, il fratello di Antonio Donnarumma, nuovo secondo portiere milanista. Di nove anni maggiore del più famoso Gigio (Antonio è nato il 7 luglio del 1990), arriva in conseguenza a due fatti distinti e diversi fra loro, ma decisivi.
Il primo è la partenza in prestito della promessa Alessandro Plizzari alla Ternana dove giocherà, da titolare, il campionato cadetto. Un'ottima avventura per il nostro Alessandro che avrà l'opportunità di giocare e crescere con continuità
L'altra è il rinnovo di Gianluigi Donnarumma. Nel tira e molla tra la dirigenza, Raiola e la famiglia Donnarumma, la "sistemazione" di Antonio ha senz'altro contribuito a rasserenare le parti fino all'arrivo della fumata bianca finale.
Acquistato dall'Asteras Tripoli, percepirà un milione di euro all'anno. Cresciuto nel vivaio milanista, non è riuscito, come il fratello, a convincere gli addetti ai lavori e la sua carriera ha preso una parabola discendente: Piacenza, Gubbio, Genoa, Bari ed infine la squadra greca dell'Asteras. Professionalmente gli va riconosciuto il merito di saper tener botta ai commenti ironici dei più, andando avanti con caparbietà a ricoprire un ruolo che gli concederà poco palcoscenico.
Antonio Donnarumma adesso è un giocatore del Milan quindi....Benvenuto tra noi!
CALCIOMERCATO 2017 -Fabio Borini
FABIO BORINI
Sicuramente un acquisto che la tifoseria milanista non si aspettava. Un blitz maturato in brevissimo tempo, sembra solo una notte, ma non ci è dato sapere da quanto effettivamente questo prospetto sia stato studiato ed inserito nei piani milanisti dal famoso trio Fassone-Mirabelli-Montella. Si tratta di Fabio Borini, attaccante classe '91 proveniente dal Sunderland. Il club rossonero ha condotto la trattativa totalmente sotto traccia, superando la concorrenza della Lazio per accaparrarsi le prestazioni dell'attaccante. Il suo costo sembra sia definito da questa formula: 1 milione di euro per il prestito e 5 milioni di riscatto obbligatorio tra un anno. In più, ci saranno dei bonus legati ai piazzamenti del Milan.
Nato il 29 marzo 1991 a Bentivoglio, è alto 1,80m e la sua posizione d'elezione è l'ala sinistra, piede preferito il destro.
Non è reduce da stagioni straordinarie. Ebbe un discreto boom nella stagione 2011/12 con la maglia della Roma ma se n'era andato in Premier con il Liverpool.  In Inghilterra l'esperienza di Borini ha avuto pochi alti e molti bassi, con diversi infortuni. Dopo i Reds il passaggio al Sunderland, il ritorno a Liverpool e ancora al Sunderland, con l'ultima stagione bagnata da due soli gol in in 20 presenze e la retrocessione in Championship.
Quello di Borini non è un nome che scalda i cuori dei tifosi del Milan, però la società e Vincenzo Montella lo ritengono utile al progetto. Viene considerato un attaccante duttile, che potrebbe interpretare più ruoli nel reparto offensivo rossonero. Sotto alcuni aspetti rappresenta una scommessa per il club, considerando pure la sua scarsa vena realizzativa. Vedremo se l’ex Roma e Liverpool sorprenderà.
CALCIOMERCATO 2017 - Andrè Silva
ANDRE' SILVA
Andrè Miguel Valente Silva nasce a Baguim do Monte (Portogallo) il 6 novembre 1995.E' alto 1,85m ed è un attaccante, posizione centrale, con piede destro preferito.
Arriva dal Porto ed è nazionale portoghese. Con la sua nazionale ha uno score veramente pazzesco: in otto presenze, con esordio il primo settembre 2016, ha segnato sette gol!
Ma anche nella Liga portoghese il ruolino è di tutto rispetto per un giovane di 21 anni: in 32 partite è andato a segno 16 volte. In Champions League 8 presenze con quattro gol e due assist decisivi per il gol del suo compagno di squadra.
Un attaccante dai numeri molto promettenti, quindi.
Le cifre dell'operazione Andrè Silva sono di 38 milioni di euro per l'acquisto dal Porto e cinque anni di contratto al calciatore.
Se Leo Messi ha speso parole importanti per Paulo Dybala, lo stesso ha fatto Cristiano Ronaldo col connazionale André Silva, il centravanti titolare del nuovo ciclo del Milan. "In Portogallo - ha detto CR7 - quando smetterò io ci sarà André Silva al top, potete stare sereni".
Rispetto a nomi come Morata, Falcao e Diego Costa ha molto da dimostrare, ma a soli 21 anni possiede un enorme potenziale. Montella si ritrova tra le mani un talento che già ha fatto vedere ottime cose e che ancora può fiorire.

CALCIOMERCATO 2017 - Ricardo Rodriguez
RICARDO RODRIGUEZ
Ricardo Ivan Rodriguez Araya nasce a Zurigo (Svizzera) il 25 agosto 1992, da padre spagnolo e madre cilena.
E' un terzino sinistro, cresciuto nello Zurigo Fc con cui ha giocato fino al 2012, anno in cui è passato al Wolfsburg. Nel 2009 ha vinto un Mondiale U17 con la nazionale di categoria
Titolare nella nazionale svizzera, dove ha collezionato 43 presenze e segnato 1 gol
E' alto 1,80 m ed il suo piede preferito è il sinistro.
E' un abile crossatore dalla sua fascia ed anche un ottimo tiratore sia di punizioni che di  rigori.
Rodriguez ha due fratelli: Francisco e Roberto, entrambi calciatori professionisti. Il più grande, Roberto, ha giocato in Italia con la maglia del Novara nella scorsa stagione. In totale ha collezionato 11 presenze e un goal prima di tornare dal prestito al Greuther Furth e trasferirsi a titolo definitivo allo Zurigo, contribuendo alla promozione del club in massima serie con 9 reti.
Le cifre dell'operazione: il Milan verserà nelle casse del club tedesco 15 milioni di euro più 3 di bonus.
Ecco le prime di Ricardo Rodriguez, riportate da calciomercato.com: “Forza Milan, non ho ancora parlato con Montella, sono contento di essere qui”

CALCIOMERCATO 2017 - Frank Kessiè
FRANK KESSIE'
Frank Yannick Kessiè nasce il 19 dicembre 1996 a Ouragahio (Costa d'Avorio)
E' un mediano e non ha un piede favorito, gioca con la stessa bravura con entrambi. In arrivo dall'Atalanta.
Nasce come difensore centrale ma dopo poco tempo avanza a centrocampo il suo raggio d'azione
Il suo costo è di 28 milioni di euro ed arriva con un prestito biennale fino al 30 giugno 2019 con obbligo di riscatto. Quindi la società pagherà all’Atalanta 8 milioni in due anni per il prestito e, dunque, finirà di saldare i 28 milioni pattuiti per il trasferimento quando entreranno in vigore gli altri tre anni di contratto che Kessie ha stipulato col Milan.
Prenderà la maglia n° 19, come il giorno della sua data di nascita.
Queste le sue prime parole ai microfoni di MilanTV: “Ho scelto il Milan perché mi piace il progetto della nuova dirigenza. Ho parlato con Vincenzo Montella, mi ha detto di venire qui perché sarei potuto diventare un grande campione”
Lo sbarco di Franck Kessie non è filato liscio così come si poteva pensare. Infatti dagli esami medici è emersa una problematica fisica, giudicata “lieve e risolvibile”, che hanno costretto Kessie ad ulteriori, approfonditi controlli.
Trattandosi di un problema di carattere medico, la natura dello stesso è stata, ovviamente, coperta da privacy, ma da quanto è filtrato dagli ambiti rossoneri non si trattava di una questione di grosso peso. Si vociferava sullo spessore della cartilagine del ginocchio, più sottile del dovuto. Di fatto l'affare si è concluso, per cui ci auguriamo che l'inconveniente fosse davvero di lieve entità e non comprometta la stagione del nostro nuovo mediano.
CALCIOMERCATO 2017 - Mateo Musacchio
MATEO MUSACCHIO
Il primo acquisto dell'era cinese!
Mateo Pablo Musacchio nasce il 26 agosto del 1990 a Rosario (Argentina)
E' un difensore centrale, piede favorito: destro. In arrivo dal Villareal (Spagna)
Una curiostità riguarda il suo palmares che non riporta alcun titolo vinto in carriera.
E' stato acquistato per 18 milioni di euro.
Musacchio ha passaporto italiano grazie alle origini a Portocannone, in Molise. È arrivato al Villarreal nel 2009, anno del diciannovesimo compleanno, e una stagione dopo era già titolare. Non è altissimo - un metro e ottanta, forse poco più - ma in campo si fa sentire. Ha senso della posizione e, quando è lontano dalla palla, recupera in fretta: l’esplosività non manca, anzi spesso chiude la palla all'avversario con uno sprint di pochi metri.
Molto deciso negli interventi, ha grande senso per il colpo di testa. Montella apprezzerà anche la gestione della palla perché Musacchio sa leggere le traiettorie, recuperare palla e giocare verso i centrocampisti.
In questo, la coppia con Romagnoli è di alto livello europeo.
Il grosso problema di Musacchio è la tenuta fisica. Nell'aprile del 2015 ha avuto un infortunio degno di un film horror: si è rotto il perone all’altezza della caviglia in uno scontro con Diego Castro del Getafe: la gamba sembrava quasi dritta, ma il piede era girato dalla parte opposta.
Operato, è tornato a inizio dicembre dello stesso ma ha vissuto un anno discontinuo: titolare fino a febbraio, poi fermato da qualche problema muscolare, che tende a ripresentarsi.

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Date rossonere - Anche io ho fatto il Milan!
Calciatori famosi e meno conosciuti nelle schede di Maurizio Armanini
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GIANNI RIVERA
Oggi sono 74 anni per una leggenda calcistica che porta il nome di:
Giovanni Rivera, detto Gianni (Alessandria, 18 agosto 1943), di ruolo centrocampista.
Gianni Rivera soprannominato "Golden Boy" e "Abatino", quest'ultimo appellativo coniato con senso neanche tanto velatamente dispregiativo lo dobbiamo al giornalista Gianni Brera, che non fu sicuramente un fan dello strepitoso Rivera milanista.
Non credo di esagerare se affermo che sia stato il calciatore più talentuoso che abbia indossato la nostra gloriosa casacca rossonera.
Ad oggi, nei sondaggi, risulta il calciatore più amato dai tifosi rossoneri, assieme agli altri due capitani storici, Franco Baresi e Paolo Maldini.
Gianni Rivera era un trequartista, con spiccata fantasia. Giostrava alle spalle degli attaccanti pronto a mandarli a rete ed era anche in grado di fare il rifinitore, come nel Milan di Rocco. Nel suo repertorio di campione non mancava nulla: intelligenza tattica fuori dal comune, abilità nel dribbling, passaggi in profondità millimetrici, tocchi vellutati, sapeva distribuire il gioco come pochi al mondo e per finire aveva uno spiccato senso del gol. Era così pieno di intelligenza calcistica che, sicuramente, avrò dimenticato altri pregi di questo fuoriclasse.
Gianni Rivera cresce calcisticamente nell'Alessandria dove a 15 anni debutta in serie A, a scoprirlo fu Franco Pedroni (ex giocatore rossonero) l'allora allenatore della squadra piemontese, che nel maggio del 1959 portò Rivera in prova alla squadra rossonera. Si racconta che durante quella partita Rivera giocò al fianco di Schiaffino, con Liedholm, Altafini e Grillo, sul campo vi era una fitta nebbia, tanto che l'allora allenatore dei rossoneri "Gipo Viani" distingueva i calciatori solo dalle sagome ed a
volte non si capiva chi era Rivera e chi era Schiaffino.
Per Viani vedere un ragazzino che veniva confuso con l'allora fuoriclasse Schiaffino, non fu altro che la conferma di essere davanti ad un futuro campione.
La gloriosa maglia n.10 aveva trovato il suo degno successore, da Juan Alberto Schiaffino, fuoriclasse uruguaiano chiamato "El dios de futbol", ad un ragazzino prodigio, che avrebbe poi fatto le fortune del club rossonero per circa un ventennio. Viani infatti convinse il presidente rossonero Rizzoli ad acquistare quel ragazzino talentuoso. Gianni, dopo essere stato acquistato, venne lasciato in prestito ancora per un anno all'Alessandra, come si dice in gergo "a farsi le ossa".
Il debutto in gare ufficiali nel Milan avvenne il 18 settembre 1960, in Coppa Italia, volere della sorte proprio contro la squadra dove era cresciuto, l'Alessandria. La partita finirà 5-3 per i rossoneri. Dopo quel giorno Rivera indosserà la nostra maglia fino al termine della sua carriera calcistica, avvenuta nel 1979, l'anno della conquista della stella, del 10° scudetto.
Con il Milan, Rivera disputerà 658 partite (gare ufficiali) con 164 reti, vincendo praticamente tutto: 3 Scudetti (1961-62, 1967-68, 1978-79), 2 Coppe dei Campioni (1963, 1969), 1 Coppa Intercontinentale (1969), 2 Coppe delle Coppe (1968, 1973), 4 Coppe Italia (1967, 1972, 1973, 1977). Primo italiano ha vincere il prestigioso "Pallone d'Oro" nel 1969. Con la nazionale italiana Gianni Rivera colleziona 60 presenze e 14 reti, vince un campionato europeo (1968) ed è vice campione del mondo (1970).
Sulle gesta calcistiche di Gianni Rivera ci sarebbe tantissimo da raccontare, gli aggettivi non sarebbero mai sufficienti per descrive la grandezza di questo calciatore, che reputo il più forte calciatore italiano di tutti i tempi e tra i 10 calciatori più forti al mondo.
È con la maglia azzurra che voglio ricordare tre episodi, due dove si è parlato di più e uno un pò meno, ma tutti e tre successi ai mondiali del Mexico nel 1970. Il primo ricorre nella semifinale, ricordata come la partita del secolo "Italia - Germania 4-3", Rivera entra all'inizio del secondo tempo, al posto di Sandro Mazzola (celebre la loro staffetta in nazionale) e sigla nel II° tempo supplementare il definitivo 4-3, con il telecronista Martellini che urla: "Gol di Rivera che meravigliosa partita ascoltatori italiani". Questa vittoria consente all'Italia di giocarsi la finale contro il favorito Brasile di Pelé, Gerson, Tostao e Rivelino.
Il secondo episodio, dove si è scritto tantissimo, sono i famosi 6 minuti che Rivera disputò nella finale persa 4-1 contro il Brasile a risultato oramai deciso, dove molti giornalisti si sono interrogati sul fatto di come sarebbe finita quella finale, se il Gianni fosse sceso in campo dal primo minuto.
Ed ora il terzo episodio: "I più lunghi 66 secondi della sua carriera", raccontati proprio dallo stesso Rivera. Siamo ritornati alla semifinale contro la Germania, mancano 10 minuti circa al termine della partita (tempi supplementari), l'Italia sta conducendo per 3-2, ma sta soffrendo e Rivera decide di dare una mano in difesa. Albertosi anch'egli in difficoltà sbaglia un facile rinvio e regala una punizione alla Germania da dove ne scaturisce un calcio d'angolo. Rivera si posiziona sul primo palo e lì succede il fattaccio, il pallone colpito di testa dal tedesco Seeler viene sfiorato da Gerd Muller e finisce alle spalle dell'incolpevole Albertosi, nell'angolino difeso proprio dal Gianni.
La Germania ha pareggiato e Rivera disperato si abbraccia al palo della porta, subissato dagli insulti di un furibondo Albertosi e dei compagni di squadra (in quella nazionale vi erano parecchi interisti e cagliaritani). La palla ritorna a centrocampo e Rivera ha tutti gli occhi addosso di un Italia intera, arrabbiata per quel maledetto pareggio, ma passano esattamente 66 secondi e Rivera sigla il celebre e definitivo 4-3. In quel breve lasso di tempo, poco più di un minuto, Rivera passa dalla disperazione ad una gioia indescrivibile, "dalle stalle alle stelle".
Gianni Rivera durante la sua carriera non ebbe solamente riconoscimenti e apprezzamenti, ma fu anche criticato da alcuni giornalisti, gli imputavano che in campo corresse poco non sacrificandosi per la squadra. Dalle critiche venne subito difeso dal suo primo grande estimatore, l'allenatore del Milan "Nereo Rocco", definito da Rivera come un "secondo padre", che rispose alle critiche con questa frase: "Non corre tanto, ma se io voglio avere il gioco, la fantasia, dal primo minuto al novantesimo l'arte di capovolgere una situazione, tutto questo me lo può dare solo Rivera con i suoi lampi. Non vorrei esagerare, perché in fondo è soltanto football, ma Rivera in tutto questo è un genio".
Ancor oggi moltissimi tifosi rossoneri, nel web e non solo, ricordano le sue grandi gesta calcistiche, orgogliosi che un fuoriclasse come Gianni Rivera abbia indossato la nostra gloriosa maglia, portandola a vincere nel mondo.
Tanti Auguri "Golden Boy".




a cura di Maurizio Armanini
OPINIONI - MARIO MENEGHINI- I MIEI CAMPIONI
Mario Meneghini racconta JUAN ALBERTO SCHIAFFINO
Juan Alberto Schiaffino nasce a Barrio Sur (Montevideo) il 28 luglio 1925 dove riposa dal 13 novembre del 2002.
Viene considerato uno fra i più importanti giocatori del mondo, certo in Uruguay il più importante di tutti i tempi. 17° posto nella speciale graduatoria del xx° secolo. Era sopranominato Pepe, nomignolo dato dalla madre Eusebia per il suo carattere introverso e quindi propenso ai capricci. Testardo, cocciuto, voleva fare sempre di testa sua, indole che mantenne fino alla sua morte, e che aveva non era certo compatibile con lo spogloiatoio, dove i compagni di squadra, per onor di pace, dovevano saper chiudere un occhio, e a volte anche l’altro.
Schiaffino conobbe “mister” pallone nei campi di Pocitos adiacenti alla spiaggia di Montevideo. Aveva allora 8 anni entrò a far parte della squadretta del Barrio in qualità di ala destra. Ma la sua prima e vera squadra fu l ‘Olimpia e successivamente il Nacional. Nel 1943 venne selezionato dai responsabili del Penarol che lo postarono nel settore giovanile, da dove, appena un anno dopo, spiccò il volo verso la prima squadra. Vinse 5 titoli nazionali segnando in 227 partrite ben 88 reti. Prese parte ai Mondiali del 1950 e del 1954 dove ebbe occasione per farsi conoscere in tutto il Mondo e quindi anche in Italia. La prima società a farsi avanti fu il Genoa, ma l’affare non si concluse per via dei costi. Ecco allora a farsi avanti il Milan e tanta fu la corte che Schiaffino “subì” che non potè rifiutare.
Quando nel 1954 arrivò al Milan dall’Uruguay si alzò un grido “disperato”: -Il dio del pallone se n’è andato!- Allora aveva trentanni. La sua prima partita in rossonero si disputò in casa e precisamente Milan-Triestina (4-0) dove Schiaffino esordì con una doppietta. Vincendo subito anche il campionato.
Come detto il suo carattere non era dei più socievoli e lo mise in atto anche il 26 gennaio 1955 sempre in casa quando si giocò il recupero contro l’Udinese.
Ad un certo punto si avvicina all’arbitro e con un gesto eloquente strofinando il pollice con l’indice gli disse che gli arbitri italiani era tutti venduti! Morale, 5 giornate di squalifica.
Nel 1956 subentrò quale allenatore Gipo Viani e cominciò una “guerra” all’ultimo gol, infatti il buon Schiaffino faceva di tutto per fare gol seguendo più il suo magico istinto che gli ordini del capo. Al Milan vinse tre scudetti quasi di fila, nel 1954-55, nel 1956-57 e nel 1958-59. Vinse una coppa Latina sfiorando la Coppa dei Campioni del 1958. Nelle semifinali fece una tripletta contro il Manchester United.
In quel periodo Schiaffino si giocava lo scettro di miglior giocatore del Mondo nientemeno che con un altro grandissimo del calcio: Alfredo Di Stefano del Real Madrid. Gianni Brera noto giornalista sportivo di sponda interista scrisse di lui: Forse non è mai esistito Regista di tanto valore. Schiaffino pareva nascondere torce elettriche nei piedi, tanto era illuminante il suo gioco.”  Infatti per un quasi ventenne come me vederlo giocare, ma sopratutto inventare assist per o fare egli stesso gol con la semplicità che solo i campioni posseggono era veramente stupendamente favoloso!
E poi il famoso “takle” in scivolata che gli permetteva di intervenire da dietro e portar via palla agli avversari…Era tutta opera sua. Mai prima in Italia! Tanto che gli arbitri, pure loro all’oscuro di quel gesto, gli fischiavano erroneamente fallo. Era comunque una gradissima emozione viverlo da vicino. Il suo sorriso (perche sapeva anche sorridere il fenomeno!) ti penetrava a fondo. Unico mio cruccio non avere appresso quel magico foglietto degli autografi per immortalare il suo nome, la sua immagine con tutti i “miei” campioni. I tifosi lo chiamavano Pepe! Che sofferenza sentirlo fiato a fiato e non poter nemmeno stringere la sua mano! Un tifoso più grande di me mi spinse proprio contro di lui ed io stavo col naso per aria schiacciato sul suo cappotto. Fu come un lampo quando Pepe si volto e mi  vide appeso alla folla. Fu quell’attimo ad essere immortalato, anche perché il suo cappotto era piuttosto graffiante e questo stava ledendo non poco il mio infreddolito volto. Non lo rividi più. Infatti il 5 maggio 1960 e precisamente contro l’Atalanta spense il suo sogno rossonero e mi ritrovai più tardi a rivederlo in giallorosso, con la Roma.
No! Noi tifosi non ci rassegnavamo a tale perdita e sugli spalti, ma anche per le strade di Milano, la nostra voce risuonò come boati ad annunciare tempesta. E capivamo allora il perché del grido dei tifosi del Penarol quando Schiaffino scelse il Milan. “Il dio del pallone se n’è andato!” Anche noi allora stavamo riscoprendo l’amaro delle lacrime! Lacrime che avevano la stessa rabbia, lo stesso sale di quelle che solo i tifosi fanno scorrere, quando un loro sogno si sta per schiantare al suolo! Juan Alberto Schiaffino si spense a Montevideo il 13 novembre 2002….Mentre il Milan stava per conquistare anche per il suo grande Pepe la sua sesta “ Coppa dei Campioni” (Champions Legue) 2002- 2003.
Il “dio del pallone” disputò con il Milan 171 partite mettendo a segno 60 reti. Giocò anche nella Nostra Nazionale indossando l’azzurro italiano. Fu protagonista principale del famoso “Maracanazo” Quando con l’Uruguay eliminò il grande Brasile.
Brasile che giocava in casa davanti a 200.000  spettatori osannanti per la certa vittoria che si tramutò invece in una tragedia dopo la sconfitta, con 34 suicidi e 56 attacchi cardiaci. Questo era il calcio! Incredibile? Esagerato?
Forse al giorno d’oggi non si arriverà più a quei tragici livelli, ma ci sono ancore faville che tentano e rigenerare fuochi. Sta a noi che li abbiamo vissuti, magari a distanza, a far si che tutto ciò non si ricomponga e dare a questo gioco il suo vero valore che è quello del divertimento e quindo rispetto totale per tutti coloro che ne fanno parte: tifosi, giocatori, allenatori, arbitri e società.


MILAN CLUB SASSARI "FRANCO BARESI"28 marzo 2017
Nella splendida Sardegna, incontriamo un Milan Club che, solo a guardare l'anno della sua creazione, il 2015, testimonia la passione di questi tifosi che si sono aggregati non nel tempo delle vittorie europee e mondiali, ma in quello che molti definiscono come "il tempo della crisi". Lasciamo a loro il racconto della nascita del Club intitolato al grande "Kaiser Franz" cioè Franco Baresi.
"Siamo nati il 14 agosto 2015, grazie al nostro folle amore per il Milan, da un idea del presidente Marco Canu e dal vice presidente Dario Scotto.
Nel 1° anno di attività siamo riusciti ad avere 152 tesserati e quest'anno l'abbiamo  addirittura superato. Ogni settimana ci riuniamo nella nostra sede per guardare le partite del nostro Milan. E ogni anno riusciamo a fare 4-5 trasferte a San Siro portando mediamente sempre una trentina di persone.
Abbiamo tesserati di tutta la Sardegna e questo ci gratifica di tutti i sacrifici che facciamo per portare avanti questa nostra passione. Organizziamo molti eventi che danno la possibilità a tutti di conoscersi e frequentarsi, anche a inizio aprile avremo il torneo dei club che organizziamo già da 3 anni con soddisfazione e successo.
Siamo il Milan Club con più tesserati in Sardegna, e questo per noi è motivo di soddisfazione perché vuol dire che la gente crede nel nostro progetto ed è contenta di essere tesserata con noi.
Abbiamo un ottimo rapporto con l' AIMC  e questo ci permette di stare il più vicino possibile con la società. Una grande soddisfazione l'abbiamo avuta quando quest'anno abbiamo fatto la trasferta Milan - Juve e, all'ingresso dello stadio hanno distribuito il giornalino San Siro calcio e dentro c'era un grandissimo articolo di 2 pagine sul nostro club ottimamente scritto dal giornalista Giovanni Labanca.
Quindi a soli 2 anni dalla nostra nascita siamo ampiamente soddisfatti, con dei bellissimi progetti per il futuro."
Continuiamo con una piccola intervista al simpaticissimo Marco che si è reso disponibile e ci ha fornito il materiale pubblicato
Milanchat: Il vostro Club è intitolato a Franco Baresi. Perchè avete scelto lui e com'è stato incontrarlo?
Milan Club Sassari: Ricadere sulla persona di Franco Baresi è stato molto semplice. Da piccoli siamo nati ammirando la sua classe e personalità ed è stato facilissimo innamorarsene. Incontrarlo è stato semplicemente fantastico. Posso fare un esempio, avete presente Pinocchio quand'è andato nel paese dei balocchi? Be noi ci sentivamo esattamente cosi. È stato uno dei momenti più belli ed emozionanti della nostra vita.
Milanchat: Ci dicono che la Sardegna è dominata da due tifoserie quella per il Cagliari e quella per la Juventus. Anzi particolarmente Sassari sembra essere un feudo juventino. Da dove nasce la vostra fede milanista?
Milan Club Sassari: Guarda è vero, la metà della Sardegna tifa Cagliari perché è l'unica squadra sarda che ci può permettere di vedere un po il calcio che conta, anche se Sassari non tifa proprio Cagliari. Però non crediate che l'altra metà sia tutta juventina, ci sono tanti milanisti e interisti qua. Innamorarsi del Milan è stato semplice, ho seguito la passione di mio padre fin da piccolissimo e non me ne sono mai pentito. Per me il Milan è una questione di amore, una fede che sto già tramandando a mia figlia, super rossonera.
Milanchat: Facciamo un gioco. Senza badare a spese dammi la formazione del Milan "Giovane e italiano"
Milan Club Sassari: Donnarumma, Calabria, Romagnoli, Rugani, Barreca, Locatelli, Verrati, Bonaventura, Gagliardini, Bernardeschi, Belotti
AC MILAN CLUB ALBANIA
Nel 1991 accadde una singolare coincidenza: la fine della dittatura comunista in Albania e l'inizio della strepitosa ascesa del Milan di Berlusconi.
L'inizio di una nuova era per l'Albania coincise con una nuova era per il Milan che, sull'orlo del fallimento, inizia la sua incredibile epopea di vittorie. È il Milan di Baresi e Maldini, del magico trio olandese formato da Rijkaard, Gullit e Van Basten, la serie A diventa "il campionato più bello del mondo".
Anche in Albania il numero dei tifosi milanisti cresce a dismisura. Ma dobbiamo aspettare il 7 aprile 2013 per vedere la fondazione, a Tirana, del Milan Club Albania. Ed è propprio questa data, lontana dai trionfi e dalla pancia piena di un tempo, che testimonia l'amore vero per i nostri colori da parte di questi appassionati affiliati al Milan Club Albania. Nonostante Berlusconi abbia chiuso il portafogli e sacrificato i suoi fuoriclasse, il fascino dei rossoneri resta tuttora inalterato. Non a caso, la pagina social del Club conta più di 370mila fan!
Contattato dalla nostra redazione il Milan Club Albania si è dimostrato gentilissimo e ci ha fornito foto ed un'intervista in esclusiva che riportiamo
Milanchat : Sappiamo da precedenti interviste che Elton Guranjaku è il presidente del Club ed ha grandi ambizioni, come quella di diventare il Milan Club più numeroso d'Europa.  Dove vi incontrate per vedere le partite del Milan?
Milan Club Albania : Si, Elton Guranjaku è il Presidente del MCA. Per vedere le partite ci riuniamo in un club che sta nel centro di Tirana
Milanchat :Come sono i contatti con le tifoserie di Inter e Juve?
Milan Club Albania : Con le tifoserie del Inter e Juventus qui in Albania abbiamo rapporti ottimi d'amicizia. Addirittura qualche volta giochiamo a calcetto.
Milanchat : L'Associazione dei Milan Club vi tiene in considerazione?
Milan Club Albania: Siamo affiliati a AIMC dal 2012 e abbiamo un rapporto bellissimo. L'anno scorso hanno portato qui a Tirana la Coppa della Champions League.
Milanchat : La lingua italiana è per voi un ostacolo? Riuscite a seguire le nostre pubblicazioni?
Milan Club Albania: No, la lingua italiana qui da noi è la seconda lingua. Quasi l'80% della popolazione la parla bene..
Milanchat : Dammi la formazione del Milan che vorresti vedere l'anno prossimo
Milan Club Albania: Una formazione c'è l'ho, ma aspettiamo il 'closing' prima. Poi possiamo sognare.
 
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